“CAINO E ABELE” UN MUSICAL RIUSCITO

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  • Published: Friday, 25 April 2014 21:09
  • Written by Teatralmente Gioia
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Fonti: GioiaNet.it

caino-e-abele-protagonistiAd un pubblico “protagonista insostituibile e non semplice spettatore” Augusto Angelillo - regista di Teatralmente Gioia e presidente della UILT Puglia - dedica “Caino e Abele”, musical degli anni ’70 che ben coniuga recitazione, musica e canto per esprimere la dualità della natura umana.

Che il vostro lavoro sia avvincente e originale. Che sia profondo, toccante, contemplativo, unico […] con l’umiltà e la curiosità necessarie per rendere tutto questo il lavoro della vostra vita”.

Con questo auspicio inserito nel foglio di sala, tratto da uno stralcio del discorso di apertura della giornata mondiale del teatro del regista John MalkovichAugusto Angelillo svela le finalità del teatro amatoriale che, proprio perché tale - non “stressato” da sfrenate competizioni né soggetto a confronti professionali altrettanto stressanti - viene considerato “teatro per diletto”.

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Non altrettanto “dilettevoli” le tante ore dedicate alle prove, il riecheggiare notte e giorno nella mente delle musiche su cui cantare, il duellare senza aver contezza dei rudimenti di scherma, le nottate passate a cucire i costumi, la scenografia da progettare, costruire e “montare” ed i mille contrattempi in agguato…

Il 21 e 22 aprile finalmente tutti in scena: veterani, esordienti, attori “prestati” al canto eppur davvero molto bravi.

Valore “aggiunto” due ballerini incubati nelLaboratorio del Movimento di Mirella RestaIsabella Vasco e Donato Cetola, impegnati in suggestive coreografie.

Da registrare tra i momenti più emozionanti ed intensi della narrazione scenica suddivisa in sei parti, “Caino e Abele”, con un possente Marco Addati (Caino) perfetto nel ruolo del caino-abele-mortemalvagio fratello,emblema di una umanità incattivita dal duro lavoro - esasperata metafora del più attuale materialismo - incapace di alzare lo sguardo al cielo e pregare, (ruolo “confermato” per bravura e sguardo truce anche nella parte di Giuda). Contr’altare un mitissimo Abele decisamente ispirato, altrettanto ben “cantato” e interpretato con enfasi da Marco Stoppini, predestinato a esser ucciso (in scena) per ben tre volte, prima nelle vesti del buon fratello, poi in quelle di Cristo tradito da Giuda (splendida la scena della croce umana) ed infine romantico Romeo accanto alla sua Giulietta (Elena Milano). Altrettanto emozionante “Anna Frank”, affidata ad un’esordiente e bravissimaLuigia Minnuti, accompagnata dall' armoniosa voce di Angela Milano e del coro.

Vincenzo Donvito dà voce agli oppressi d’Africa ridotti in schiavitù, sorretto da un coro non proprio gospel ma molto partecipe e recitativo; caino-abele-giovannavoci soliste:Annamaria D’EttoreLuana Montone e Alessia Surico, che con Luana Montone ha duettato anche in Caino e Abele.

Giovanna D’Arco (Marica Girardi) arsa sul rogo e condannata dal prelato (Antonio Surico), canta come un usignolo la sua fede e il suo dolore.

Premio “tenerezza” a San Francesco (Giuseppe Antonicelli) e Santa Chiara (Angela Milano), giovanissimi attori lanciati nell’agone dai due temerari registi, Augusto Angelillo e Giustina Lozito.

Consensi anche per i meno “portati”, coraggiosamente scesi in campo per mettersi in gioco e sfidare se stessi, né passano inosservati l’espressività, la disinvoltura, il possesso dello spazio scenico, la coralità di Luca Pavone, Michele Magistro, Maurizio GiordanoVanessa Vasco e Angelica Mastromarino.

Tanta armonia dalla prima all’ultima scena, nella quale il bene ed il male dell’umanità si sono raccontati in un video e sono stati commentati dalla voce fuori campo di Augusto.

caino-abele-resurrezioneDietro le quinte, un altro mondo. Scenari da smontare appollaiati su scale chilometriche, drappi da piegare, scale da scomporre, mixer da scollegare, viti, trapani ed un brulichio frenetico di attività “fuori scena” per altro anche divertenti, nel momento in cui il calo di adrenalina consente di scherzare e prendersi un po’ in giro.

Un altro spettacolo nello spettacolo, questa volta in abiti non scenici, dove lavorano “quasi” tutti, anche gli “innominati” tecnici Marilù Vittore e Mattia Angelillo, i collaboratori Pietro Giorgio, Davide Angelillo, Antonio Cuscito e Giuseppe Marazia e la preziosa amministratriceElisabetta Addabbo.

Anche perché, è risaputo, le compagnie amatoriali vivono di applausi e del poco che raccolgono esibendosi (talvolta neanche sufficiente a pagacaino-abele-papare il teatro che li ospita, spazio che l’amministrazione dovrebbe garantire se non gratis perlomeno a prezzi accessibili a tutte le associazioni proprio perché “pubblico”, oggi “blindato” da regolamenti capestro redatti da amministratori che a parole incoraggiano l’impegno di compagnie amatoriali e associazioni, nei fatti acerrimi nemici delle stesse), non potendosi permettere né costosi service, né scenografie di lusso e tanto meno tecnologie di ultima generazione.

Da proporre alle griffe nazionali per l’estate 2012 (come idea imprenditoriale e recupero spese),le graziose tuniche bianche con tagli e abbottonature originali, le camicie sfilacciate e i pantaloni alla turca cuciti in una sola settimana da Raffaella Giorgio riciclando lenzuola e altro per “vestire” gli attori e le comparse.

caino-abele-scena2L’arte di arrangiarsi e del riciclo a breve diverrà regola di vita e di sopravvivenza… prendiamo esempio da realtà come questa che in tema di teatralità di sussistenza potrebbero vincere un Oscar!

Ai detrattori che solitamente amano commentare a discapito dei rappresentanti delle compagnie amatoriali, un consiglio: per una volta, toni educati e pacati… il lavoro (gratuito) e la passione meritano rispetto, per esprimere simpatie, antipatie e atavici risentimenti c’è il… confessionale! Pace nel blog!

Un particolare ringraziamento a Mario Di Giuseppe per aver contribuito con i suoi immancabili scatti fotografici.